
Matteo Contini, difensore del Napoli, ha rilasciato un'intervista a "Napoli Magazine": "Il comportamento fuori dal campo e le 10 ore di sonno auspicate da Reja? Il mister si riferiva a chi aveva giocato il mercoledì in Coppa. Siamo un gruppo di persone serie. Facciamo una vita da professionisti. A Bergamo abbiamo preso un gol allo scadere in 10 contro 11. Fisicamente eravamo pronti ad affrontare i nostri avversari. La sconfitta di Bergamo e' stata solo un episodio. Non credo che si possa parlare di calo. Il campo di Bergamo non è facile. E' stata una partita sofferta. Bisogna dare i giusti meriti agli avversari, che ci hanno aspettato fino alla fine. Se uscivamo con un pareggio dal campo di Bergamo, ora stavamo parlando di un grande Napoli che aveva pareggiato in dieci. Noi siamo scesi in campo per vincere. Hanno trovato il gol con un episodio. Ci prendiamo le nostre responsabilità. Il terzo gol non lo considero, perche' eravamo tutti in attacco. Siamo pronti a ripartire. Non e' stata come la sconfitta dell'anno scorso a Bergamo, dove abbiamo preso 5 pappine. Siamo pronti a giocarcela con il Cagliari per vincere. De Laurentiis amareggiato? Anche noi siamo amareggiati. Il presidente ha rilasciato delle dichiarazioni a caldo. A fine partita ci mordevamo le mani, perche' avevamo ottenuto il pareggio. Gli arbitri? Come sbagliamo noi calciatori, sbagliano anche loro. In un campionato ci sono dieci episodi a favore e dieci a sfavore. Le sconfitte delle altre? Io non guardo la classifica. Andiamo in campo solo per vincere. La Champions? Ne riparleremo tra qualche mese. Secondo me c'e' stato un salto di qualità rispetto all'anno scorso. Sappiamo di poter mettere in difficoltà tante squadre. I tifosi, in casa, ci danno una mano in più. La Nazionale? Io penso solo a fare bene a Napoli e a dare tutto con la maglia partenopea. Quando si affrontano squadre che si giocano la salvezza spesso e volentieri si chiudono. Per questo le partite possono finire al 93°. La sconfitta con l'Atalanta e' avvenuta in seguito a una punizione deviata. L'insegnamento? Non dobbiamo mai mollare, nemmeno al 95° minuto".
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