martedì 9 dicembre 2008

Napoli: rispunta il nome di Edoardo Salvio

«Abbiamo una rosa con 25 elementi e ho imparato da Marino che sul mercato di gennaio si fa male se si cercano acquisti di riparazione. Va bene, invece, se si trovano giocatori che possono essere utili in prospettiva». Nella sua battaglia contro le pretese economiche di alcuni calciatori, Lavezzi in primis, il presidente del Napoli Aurelio
De Laurentiis non dimentica però le esigenze di mercato. Il dg Marino cerca giovani talenti poco costosi, soprattutto in difesa, come da indicazione del presidente. Nel mirino, secondo "Il Mattino", il difensore dell'Ascoli Bellusci, 19 anni, centrale e il 23enne del Polonia Varsavia Jodlowiec, che l'anno scorso era già stato ingaggiato ma che rinunciò al trasferimento, consigliato dalla madre. Altri elementi nel mirino sarebbero i centrocampisti Tissone dell'Udinese e Galloppa del Siena, oltre a Zucolini del Racing Avellaneda. Quest'ultimo, classe '90, viene definito un incrocio tra Banega e Cambiasso e costa già sei milioni di euro. Infine l'attaccante. Come Zucolini, anche il nome di Eduardo Salvio, 19enne del Lanus viene sponsorizzato da Salvatore Bagni, che lo paragona a Lavezzi: "I giornali argentini lo chiamano già Pocho". Tornando al De Laurentiis pensiero... «Non mi risulta che Lavezzi abbia segnato 15 gol dall'inizio del campionato. Lavezzi è un campione e migliorerà. Lui pensi a giocare e a segnare, noi penseremo a tutto il resto. Se uno fa qualcosa di più rispetto al proprio dovere, o se fa meraviglie, noi lo premieremo». Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, commenta così le richieste di un aumento di ingaggio avanzate da Alejandro Mazzoni, procuratore dell'attaccante argentino Ezequiel Lavezzi. «Mi sembra che ci siano atteggiamenti diversi dei procuratori. Mi pare che qualcuno pensi di poter andare all'arrembaggio nel calcio: io non consento a nessuno di andare all'arrembaggio della mia nave», dice De Laurentiis intervenendo a 'La politica nel pallone' su GR Parlamento. «So come sono i contratti che ho firmato, so come difendermi. Sono nel calcio da poco tempo, ma sono nel cinema da tantissimo: 30 anni fa Johnny Dorelli non rispettò un contratto, ha avuto grandi successi nella sua carriera ma con me non ha più lavorato», dice il numero 1 del club partenopeo. «Quando ero in Serie C o in Serie B, ho firmato contratti con giocatori pensando che ci avrebbero seguiti in A».

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