lunedì 26 gennaio 2009

IL PUNTO SUL NAPOLI: COSA CI ATTENDE A FIRENZE?

Il girone di ritorno fa tornare il Napoli sul pianeta terra. I tre gol incassati con la Roma sono stati gol pesanti, frutto di un atteggiamento che ha il sapore della presunzione. Il Napoli ha incontrato una Roma in gran forma, che ha ripreso a giocare a memoria dopo un periodo alquanto nero. E' arrivata così la prima sconfitta in casa del Napoli con la Roma, contro una formazione che ad inizio campionato era considerata tra le favorite allo scudetto. E' stata una brutta sconfitta che non ridimensiona però i programmi societari, che sono quelli di una partecipazione alla Coppa Uefa. I 9 punti in più in classifica, rispetto allo scorso campionato, fanno ben sperare in quel quinto o sesto posto finale che assicura l'ingresso in Europa. E' necessario tuttavia schiarirsi un pò le idee e capire che per raggiungere questo obiettivo finale bisogna impegnarsi di più, specialmente fuori casa e guardare avanti per lasciarsi alle spalle eventuali incidenti di percorso. Il Napoli purtroppo, con la sconfitta esterna contro il Chievo Verona, ha commesso un gravissimo errore di calcolo. Fare tre punti a Verona significava tenere lontano, a 6 punti, il ritorno della Roma, consolidando così la propria posizione di classifica. La difesa del quarto posto non doveva significare sogni di Champions, ma piuttosto la difesa a denti stretti del tesoretto di punti accumulati per raggiungere un posto buono per la Uefa. La partita giocata con la Roma ha lasciato delusi gli oltre 60.000 presenti sugli spalti. La direzione dell'arbitro Morganti sarà senza alcun dubbio oggetto di accese discussioni: il gol di Zalayeta, prima convalidato e poi annullato per fallo di mano dell'uruguagio, con ben 6 giocatori della Roma a protestare veementemente; il gol di Mexes al 18' in netto fuorigioco, con il solo Cannavaro a protestare con il direttore di gara (perchè gli altri azzurri hanno accettato passivamente?); le ben 6 ammonizioni inflitte al Napoli (pesanti quelle per i diffidati Contini e Gargano). Che era una giornata nata male lo si è capito con il maldestro intervento di Mannini che, da solo a centrocampo, ha procurato l'angolo da cui è scaturito il raddoppio giallorosso al 31'. Per l'esterno azzurro l'unica giustifica è quella che certamente non è sereno, attendendo da un giorno all'altro il verdetto della Wada per una sua eventuale squalifica. Alcune scelte di mister Reja non sono state ben accette dai tifosi. Si sono sentiti per la prima volta fischi di protesta, soprattutto al 66' quando c'è stata la sostituzione di Denis con Zalayeta. Si era sul 3-0, e rotto per rotto, tutti avrebbero preferito che si giocasse con una punta in più, se non altro, per riuscire a salvare almeno la faccia. Ora si giocherà a Firenze. I toscani sono arrabiatissimi per alcune ultime decisioni arbitrali che ritengono, a ragione, aver subìto a loro danno. La questione arbitrale è sempre più alla ribalta. Purtroppo si assiste ad una forma decadentistica della classe arbitrale. In una partita ci sono troppi errori di valutazione, quasi sempre per mancanza di serenità. Troppo spesso a fine gara si parla di arbitraggi deludenti. Fa parte del gioco. Sembra quasi che ci sia troppa volontà di essere protagonisti, nel bene e nel male. Anche il Napoli esce dall'incontro con la Roma penalizzato da decisioni arbitrali. Cosa ci attende a Firenze?

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