domenica 18 gennaio 2009

NAPOLI, IN TRASFERTA BISOGNA CAMBIARE !

Il Napoli contro il Chievo, la squadra più debole ed ultima in classifica, perde per la sesta volta fuori casa. Sul mal di trasferta si è detto e scritto tantissimo. Si è parlato di squadra giovane, inesperta, con poca personalità, capace di azzerarsi lontano dal San Paolo, non credendo nelle proprie potenzialità. Il girone d'andata si è tuttavia chiuso alla grande: quinto posto, a 33 punti, +10 rispetto allo scorso campionato. Nessuno poteva sperare alla vigilia del massimo torneo in un tale risultato. Eppure c'è l'amaro in bocca. La sconfitta con il Chievo significa: aver ceduto il quarto posto (quello che fa approdare ai preliminari di Champions) al Genoa, aver fatto avvicinare in classifica la Roma a 30 punti, a soli tre punti di distanza, e non aver saputo approfittare della sconfitta della Fiorentina, nostra diretta concorrente, contro il Milan, lasciando inalterato il distacco di quel misero punticino. La partita più facile, ma soprattutto quella da non perdere assolutamente, è diventata una mastodontica mazzata, di quelle che lasciano il segno e che non si dimenticano facilmente. C'è da chiedersi allora cosa non sia andato per il verso giusto. La partita contro il Chievo Verona, il Napoli l'ha persa a centrocampo, con Blasi e Gargano sempre a rincorrere e con Hamsik che a prima vista è sembrato sottotono, ma non è così. Lo slovacco sta giocando in un modulo che ne limita le sue caratteristiche. Spesso gli spazi a sua disposizione sono occupati da Lavezzi o da Vitale, quando Reja decide di impiegare lo scugnizzo di Castellammare di Stabia sulla fascia sinistra. Perdere per ben 6 volte in trasferta significa che ci si è ostinati a voler giocare con un modulo sbagliato. I risultati ottenuti parlano chiaro. Più che alla mancanza di personalità dei singoli, è a Reja che si chiede di darsi una smossa ed optare per soluzioni tattiche diverse. L'utilizzo di una punta centrale come Denis, fuori casa, quando il Napoli subisce gli assalti degli avversari, rappresenta un gran bel regalo ai nostri contendenti. Non che Denis non sia valido, ma l'utilizzo di Zalayeta, soprattutto in trasferta, appare più opportuno. Il "Panterone" è più uomo in grado di lottare sulla trequarti; egli dà un grosso apporto sia ai centrocampisti che alle incursioni di Lavezzi. Fuori casa, continuando a giocare con questo "suicidio" tattico, non si fa altro che mettere i difensori sotto tiro, in balìa di furie selvagge che costringono al fallo sistematico e al rischio di rigori per interventi scomposti o dubbi, e conseguenti brutte figure. Il Napoli a Verona non ha spinto con i suoi esterni, Maggio e Vitale. Perdendo campo a favore dell'avversario, si è andati in confusione. Eppure, dopo l'espulsione di Hamsik al 54', espulsione dovuta ad un eccessivo permaloso Farina, in dieci, il Napoli è stato padrone incontrastato. Il secondo rigore, inesistente, concesso al Chievo dall'arbitro, ormai in piena confusione, ha così regalato ai veneti una vittoria ingiusta ed immeritata, ma si sa che nel calcio ci stanno anche questi episodi. Nulla ha potuto il Pocho: la traversa in pieno recupero gli ha negato il gol del pareggio. Se lo sarebbe meritato, più per lui che per chi malamente non vuole credere in un quarto posto che appare alla portata e che andrebbe difeso a spada tratta senza peccare di provincialismo.

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