mercoledì 7 gennaio 2009

NAPOLI, LE PRIORITÀ DEL MERCATO AZZURRO

NAPOLI, 7 GENNAIO – Il mercato è ufficialmente aperto e come da consuetudine si sprecano nomi nuovi e nuove destinazioni per i giocatori di tutte le squadre, compreso naturalmente il Napoli, nonostante l'ottimo campionato finora disputato, e forse anche a causa dell'ottimo campionato finora disputato. Si, perchè da una parte aumenta la voglia di crescere e vincere di tutto l'ambiente azzurro, che reclama giocatori sempre più forti; dall'altra aumenta l'appetito delle grandi squadre nei confronti dei talenti della squadra di Reja. A sprecarsi sono anche sogni e desideri dei tifosi che vorrebbero acquistare questo o quell'altro campione, e cedere invece quelli non ritenuti all'altezza. Ma ad una prima analisi dell'organico del Napoli, non sembra ci sia tanto lavoro da fare per il dg Pierpaolo Marino, abilissimo stratega del mercato, almeno per quanto riguarda l’11 titolare. Soprattutto perché, oltre a valutazioni squisitamente tecniche, il Direttore partenopeo non può tralasciare fondamentali aspetti di natura tattica, atletica, psicologica, societaria, economica, gestionale, patrimoniale, e “situazionale”, il tutto da inserire nel delicatissimo contesto degli equilibri di un gruppo già formato, solido e affidabile, le cui dinamiche sono facilmente suscettibili di mutamento.

LA PRIORITA' DI MERCATO: LO SFOLTIMENTO
Quello che certamente bisogna prioritariamente fare in questo mercato di gennaio, è sfoltire l'ampia rosa azzurra e risolvere le posizioni di alcuni giocatori "scomodi". Il tutto a partire dall’equivoco dei 3 portieri. Cedere Gianello (32), fedelissimo e affidabile secondo di Iezzo (35), o dare in prestito Navarro (23), magari in serie A, così da poterlo anche vedere all’opera e consentirgli di fare esperienza, un po’ come ha fatto l’Inter con Julio Cesar, valorizzando nel contempo l'ottimo Iezzo, che nonostante i suoi 35 anni si sta dimostrando ancora in piena forma. D’altra parte non avrebbe molto senso cedere Gianello e costringere il giovane e promettente Navarro in panchina a fare pressione sul più “anziano” Iezzo. Molto più logica e probabile dunque, la cessione in prestito del portiere argentino. Per quanto riguarda gli "scomodi" hanno le valige già pronte da mesi sia Dalla Bona (27) che Savini (29), ai margini della squadra da inizio campionato. Ma bisogna trovare una sistemazione anche per Amodio (25), mai utilizzato da Reja in questa stagione. Solo a questo punto si può iniziare a pensare a qualche eventuale nuovo acquisto.

FRONTE ACQUISTI: UN REGISTA
Sul fronte innesti, quello che certamente manca al Napoli è un regista di alta qualità, un uomo d'ordine, tecnica, geometria e personalità, che possa far girare la squadra dettando i tempi giusti, garantendo agli azzurri un importante salto di qualità. Uno alla Pizarro (29) della Roma, diciamo, talentino cileno scoperto proprio da Marino ai tempi dell'Udinese, e attualmente stretto nella Capitale dalla concorrenza di giocatori come De Rossi, Aquilani e Brighi. A tale proposito i problemi però sono svariati: in primo luogo l'età del giocatore, poco compatibile con il progetto "linea verde" di giovani campioncini "prospettici" da allevare, sulla scia di Lavezzi e Hamsik. In secondo luogo l'ingaggio dello stesso, decisamente superiore alla media di quelli percepiti dagli attuali giocatori azzurri. Ed infine la collocazione tattica. Inserire un regista nell'attuale centrocampo partenopeo significherebbe sacrificare Gargano (24), attuale interprete in cabina di regia, o togliere Blasi (28) affidando all'uruguaiano maggiori compiti di copertura in mediana. Uno stravolgimento tattico di questa portata a metà campionato è certamente difficile da metabolizzare per tutta la squadra e rischierebbe di creare fratture indesiderate nello spogliatoio. Meglio allora proseguire sulla stessa strada, rimandando a giugno ogni eventuale discorso in merito. Per l’immediato possibile invece l’arrivo di qualche elemento affidabile per rafforzare il reparto come l’ottimo Tissone (22) dell’Udinese, il giovane Mariga (21) del Parma, o altri talenti semisconosciuti del calcio mondiale, prevalentemente provenienti da Argentina ed Est Europa, attuali mete favorite del dg partenopeo, tutti comunque rigorosamente vincolati alla cessione di altri centrocampisti attualmente in rosa. Cessioni tra le quali è altamente improbabile che figuri Mariano Bogliacino (28), a meno che non lo chieda lui stesso. Il prezioso jolly uruguaiano è richiestissimo, ed ha trovato difficoltà al ritorno dall’infortunio. Ma ritrovando la condizione giusta ritroverà anche maggiore spazio nella squadra di Reja che da sempre ha manifestato stima e apprezzamento nei confronti del giocatore.

DIFESA: UN SOGNO "REALIZZABILE"
Diverso invece il discorso per la difesa. La retroguardia azzurra è composta da tutti ottimi giocatori, sia tra i titolari che tra le seconde linee. L’unica cosa che manca è quel fuoriclasse che consentirebbe il salto di qualità a tutto il reparto. Uno alla Fabio Cannavaro (35), tanto per intenderci. Un Cannavaro che non ha mai nascosto il suo desiderio di chiudere la carriera a Napoli. Un Cannavaro in scadenza di contratto a giugno, che deve decidere se rinnovare un altro anno con il grande Real Madrid oppure tornare a Napoli alla veneranda età di 35 anni, rinunciando anche ad almeno 2-3 milioni di euro di ingaggio, ma realizzando il sogno di riabbracciare la sua squadra del cuore e giocare accanto al fratello Paolo. Un sogno più che realizzabile. A parte le considerazioni sull'età avanzata del giocatore (Paolo Maldini a giugno compirà 41 anni), va considerato che Fabio è un'icona, un modello di professionalità, un atleta esemplare, un’immagine positiva per la squadra e la città di Napoli, un leader, un Campione del Mondo, uno che ha vinto il Pallone d'Oro, uno che se prende un ingaggio lievemente superiore agli altri, nessuno ha da ridire. Uno che se venisse al Napoli con gli stimoli giusti, avrebbe certamente ancora tanto da dare e insegnare, sia in campo che fuori. Uno la cui sola presenza potrebbe convincere anche i Campioni più ambiziosi ad accettare un eventuale trasferimento al Napoli. Certo, a pensarci bene, abbiamo detto "Uno alla Cannavaro", una contraddizione in se stessa. Si perchè non esiste "Uno alla Cannavaro" ma solo "Un Cannavaro", con tutto il rispetto per il fratello Paolo. Ecco perchè, a dirla tutta, piuttosto che inserire l’ennesimo buon giocatore in un reparto già solido e affidabile, è meglio tenersi lo stesso Paolo, incostante ma affidabile, il giovane Santacroce (22), talento discontinuo ma indiscutibile, da crescere e coltivare magari proprio al fianco di Fabio, e soprattutto Contini (28), giocatore giunto nel pieno della maturazione, certamente già pronto a giocare con "Cannavaro F.", ma con un'altra maglia azzurra, quella della Nazionale di Lippi.

LO "STRANO" ATTACCO
Per quanto riguarda l’attacco invece, il discorso è più complesso. Denis è capocannoniere azzurro con 7 reti assieme ad Hamsik, ma evidenzia notevoli difficoltà quando si tratta di giocare con la squadra e per la squadra. Classico attaccante da area di rigore, el Tanque argentino necessita dei dovuti rifornimenti per segnare con continuità ed essere decisivo. Zalayeta (30) al contrario, non è un super cannoniere ma è bravissimo a giocare per la squadra. Al Napoli tuttavia servirebbe una giusta via di mezzo, uno che però la butta dentro con facilità e continuità. Uno da 15-20 gol a stagione, tanto per intenderci, che può risolvere la partita anche se non gioca Lavezzi, unica fonte di gioco, inventiva e creatività sul fronte offensivo azzurro. Ma un giocatore del genere in circolazione non c’è. Se ci fosse difficilmente sarebbe in vendita. E se fosse in vendita avrebbe un costo elevatissimo. E se non fosse così guadagnerebbe una cifra pari all’ingaggio di almeno altri 5-6 giocatori azzurri. Un passo da compiere con calma, cognizione di causa, e non certamente a campionato in corso. Magari con l’incremento degli incassi dopo un’eventuale, storica, classificazione in Champions League.

LE INTENZIONI DI MARINO
La verità è che nella testa di Pierpaolo Marino non c'è alcuna intenzione di stravolgere una squadra che sta andando benissimo in campionato, ben oltre le più rosee aspettative. Tutti i movimenti importanti si faranno a giugno, e saranno fatti con intelligenza e oculatezza, preferendo nomi sconosciuti ai più, giocatori dall’ingaggio “normale” e cartellino abbordabile, possibilmente giovani, da esaltare in un organico già ben solido e collaudato. La stessa formula vincente che ha portato il Napoli dalla C ai piani alti del campionato di A in appena 3 anni. Per gli azzurri questo mercato di gennaio servirà solo per concludere eventualmente operazioni per il prossimo giugno, per sostituire i giocatori in partenza, e per valutare un paio di situazioni interne. In particolare la posizione di Inacio Pià (26), incapace di sfruttare l’ultima occasione concessagli dalla società azzurra per dimostrare il proprio talento. Ma c’è anche un altro giocatore dal talento indiscutibile e ancora inespresso, sul quale varrebbe la pena di riflettere: Andrea Russotto (20), poco utilizzato da Reja, che potrebbe essere utile vedere giocare in serie A con maggiore continuità, prima di decidere se riscattarlo o meno a giugno. Simile discorso per Luigi Vitale (21), prodotto del vivaio azzurro e piacevole scoperta estiva che però, chiuso da Mannini (25), potrebbe essere interessante cedere in prestito per farlo crescere e maturare ulteriormente. A meno che lo stesso Mannini non venga squalificato per l’assurda vicenda del ritardato controllo anti-doping. In entrambi i casi comunque, Marino dovrebbe reperire sul mercato un nuovo esterno sinistro. Da valutare infine la posizione di Zalayeta (30). Panchinaro per anni nella Juve ha accettato Napoli per giocare da titolare. Finire in panchina anche a Napoli non deve essere certo edificante per il “panterone” uruguaiano che proprio il 5 dicembre ha compiuto 30 anni. L’idea potrebbe essere quella di cedere il centravanti per prendere un giovane promettente che accetti la panchina, e allo stesso tempo rappresenti una valida alternativa per Denis. Quel che è certo è che il Napoli non comprerà tanto per comprare, non comprerà prima di cedere, e ogni eventuale nuovo giocatore sarà superiore a quello ceduto. Almeno questo è quello che dicono il Presidente De Laurentiis e il Direttore Marino, due tipi di cui fidarsi.

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