In semifinale ai rigori, quando aveva già un piede fuori dalla Coppa Italia. Poi Contini ha mandato il matchball in curva e la Juve si è tenuta la sua terza competizione stagionale aperta. In semifinale avrà la Lazio. Esce il Napoli, e così la Coppa Uefa dovrà cercarla solo via campionato. Esce per tre rigori di fila sbagliati, dopo 120 minuti di equilibrio e fatica. Zero a zero dopo i supplementari. Con emozioni in crescendo, e tante tossine che arriveranno dritte in campionato. Comincia proprio così, nella rudezza generale. La Juve passa il primo tempo a rovistare nella folla azzurra, tutta chiusa nella sua metà campo. Roba da non capirci molto. E infatti il conto dei tiri che passano dalle parti di Navarro è tendente allo zero. Ci sarebbe quel collo pieno strozzato nei piedi di Del Piero dopo 18 minuti, ma in taccuino ci finisce solo perchè altrimenti sarebbe foglio bianco. Giovinco gira a sinistra, soprattutto per aprire lo spazio a Molinaro (entrato dopo appena una ventina di minuti al posto dell'infortunato De Ceglie), o magari per inventarsi un assist per Del Piero e Iaquinta. Il capitano cerca i tocchi di cachemire, ma raccoglie solo azioni sfilacciate. La pressione bianconera è più il risultato di un Napoli particolarmente attento, per non dire consapevolmente in trincea. Lo schema di Reja, anche plateale, è trovare il contropiede veloce per gli scatti di Lavezzi. Possibilmente per vie centrali, perchè sulle fasce il mini-turnover ha piazzato Montervino e Aronica: costruzione zero. Se poi a questo si somma la solita linea a quattro della Juve altissima, si capisce che l'unico a lavorare tanto è il guardalinee, con bandierina perennemente alzata. Insomma primo tempo narcolettico. Si sveglia invece nella ripresa Lavezzi, che prende il pallone che gli lasciano tra i piedi e se ne va in slalom, solo il tiro si ferma sul petto di Legrottaglie prima che Hamsik non metta in crisi Manninger in angolo. E allora è ancora Lavezzi a sfuggire al fuorigioco per cercare il tiro. Ancora attento il portiere bianconero. Ranieri prova a cambiare la via nuova per la vecchia: Trezeguet (al ritorno all'Olimpico quattro mesi dopo l'operazione alle due ginocchia) e poi Nedved per Giovinco. Ma- si legge su Dire - l'occasione della serata arriva un attimo dopo: diagonale di Nedved, respinge Navarro sui piedi di Del Piero, sembra fatta ma Cannavaro stoppa tutto. E giusto per non lasciare nulla di intentato ecco la punizione del capitano da 30 metri, alta. Si va ai rigori. Il primo a sbagliare è Nedved, lo segue Lavezzi. Ma quando sbaglia anche Sissoko, è Contini che può portare il Napoli in semifinale. Sbaglia il difensore e sbaglia il rigore fatale anche Gargano. La Juve va avanti.
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