mercoledì 25 febbraio 2009

NAPOLI, IL TRAINING AUTOGENO PER USCIRE DALLA CRISI

«La Juve è più forte, giocheremo fuori casa, sulla carta il pronostico è chiuso per il Napoli. Avremo tutto da guadagnare: andiamo a Torino senza timori e preoccupazioni. Scrolliamoci di dosso ogni paura e giochiamo a viso aperto. Ci metteremo l’anima». Forti del lungo quanto fruttuoso faccia faccia tra di loro, forti del confronto con la tifoseria a Castelvolturno, ricordando anche lo splendido secondo tempo contro la Juventus in coppa Italia con i bianconeri in difficoltà, gli azzurri hanno fatto training autogeno per cercare di uscire dal tunnel nel quale sono entrati. Il training autogeno è una tecnica che serve per risolvere anche problemi di ansia e tensioni, per aumentare la concentrazione e l’autostima: è il caso del Napoli. La crisi potrà essere superata con allenamenti specifici, con una preparazione mirata a migliorare il rendimento, ma occorreva intervenire anche sotto il profilo psicologico considerando quanto era emerso. «Eravamo forti, coraggiosi, praticavamo un gioco bello e redditizio, siamo piombati in una crisi senza fine per gioco e per risultati. Non buttiamo tutto al vento», il succo dei discorsi dopo che è scoppiata la pace tra gli scapoli e gli ammogliati, tra italiani e stranieri, tra quelli della notte e quelli tutti casa e lavoro. Una grande partita a Torino. Che si vinca o che si faccia un risultato diverso, i tifosi vogliono vedere un Napoli che dia l’anima in campo. «Sinora abbiamo dato il massimo? Dobbiamo dare ancora di più», quanto è stato chiesto dalla delegazione dei tifosi e quanto hanno promesso i calciatori di Reja. All’insegna di una vita sana, da professionisti, senza giri viziosi, soprattutto notturni ed anche di un ritrovato spirito di gruppo. Mancano tredici incontri alla fine del campionato. In palio ci saranno trentanove punti. Saranno sufficienti per risalire la classifica, per agganciare il traguardo fissato dalla società e che i tifosi sognano: la zona Uefa. Per centrarlo, però, non sarà sufficiente rispettare orari, diete e allenamenti. Occorrerà anche ritornare ad essere il Napoli spavaldo che, ben conscio dei limiti tecnici che ha, deve giocare con spirito garibaldino. Tre appaiono i rimedi che Reja e il suo staff stanno studiando: il recupero degli infortunati, soprattutto di Iezzo e di Zalayeta; l’inserimento di Datolo; un miglioramento della condizione fisica che non verrà trovata solo grazie a qualche ora di sonno in più. Ieri, la squadra ha ripreso la preparazione. Dopo il confronto di lunedì sera con i tifosi, l’aria nel ritiro è diventata meno pesante. Il primo provvedimento? Un solo allenamento e calciatori liberi per qualche ora: tutti a casa sino alle 19 di ieri sera quando gli azzurri si sono ritrovati a Castelvolturno. Oggi, doppia seduta. Alla seconda saranno ammessi anche i giornalisti: finalmente, si è capito che è meglio giocare le partite a porta chiusa che fare gli allenamenti a porte chiuse. Da stamane, Iezzo torna ad allenarsi con i compagni, ma con estrema cautela. Il portiere non avverte più fastidi alla schiena. Nulle le possibilità di vederlo tra i pali a Torino, probabile il suo ritorno in campo al San Paolo contro la Lazio. L’ultima partita di Iezzo? Contro il Catania, l’11 gennaio: vittoria per 1-0. Poi, con Gianello, con l’esordio di Sepe e soprattutto con Navarro, 7 gare, 2 punti e ben 13 reti incassate. Sarà importante anche il recupero di Zalayeta per concedere a Reja un’importante opzione in più in fase di finalizzazione.

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