mercoledì 29 ottobre 2008

In una intervista esclusiva al settimanale Napolissimo, in occasione dell’uscita del suo nuovo album, il cantautore napoletano scopre le carte. “La squadra è forte e può arrivare lontano”.
Il giorno dopo l’uscita del suo nuovo disco dal titolo “Questo sono io”, Gigi D’Alessio riserva pensieri e parole anche al Napoli, la sua squadra del cuore. In una intervista esclusiva al settimanale sportivo Napolissimo, il cantautore napoletano si dice convinto che gli ultimi successi della squadra siano l’inizio di un nuovo ciclo vincente. “La saggezza di Reja e la sagacia di Marino sono determinanti per la crescita del Napoli. Tuttavia, il vero protagonista del momento d’oro della società è il mio amico Aurelio De Laurentiis, ormai uno dei presidenti più lungimiranti del nostro calcio. Mi ha già chiesto di scrivere l’inno ufficiale della squadra. Lo farò presto, forse entro la fine della stagione. A patto che a cantarlo con me siano proprio De Laurentiis e Marino, non i calciatori. Loro passano, i presidenti, invece, restano”.

In una intervista esclusiva al settimanale Napolissimo, in occasione dell’uscita del suo nuovo album, il cantautore napoletano scopre le carte. “La squadra è forte e può arrivare lontano”.
Il giorno dopo l’uscita del suo nuovo disco dal titolo “Questo sono io”, Gigi D’Alessio riserva pensieri e parole anche al Napoli, la sua squadra del cuore. In una intervista esclusiva al settimanale sportivo Napolissimo, il cantautore napoletano si dice convinto che gli ultimi successi della squadra siano l’inizio di un nuovo ciclo vincente. “La saggezza di Reja e la sagacia di Marino sono determinanti per la crescita del Napoli. Tuttavia, il vero protagonista del momento d’oro della società è il mio amico Aurelio De Laurentiis, ormai uno dei presidenti più lungimiranti del nostro calcio. Mi ha già chiesto di scrivere l’inno ufficiale della squadra. Lo farò presto, forse entro la fine della stagione. A patto che a cantarlo con me siano proprio De Laurentiis e Marino, non i calciatori. Loro passano, i presidenti, invece, restano”.

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