giovedì 13 novembre 2008

Il Napoli vince ancora


In Coppa Italia gli azzurri hanno superato senza troppi problemi la Salernitana 3-1, accedendo così ai Quarti di Finale. Evidente la differenza tecnica, che alla lunga ha dato ragione agli uomini di Reja. Simpatico anche lo striscione esposto in Curva B dopo il 3-1: "Grazie per l'allenamento a porte aperte". Intanto si guarda al campionato. L'Atalanta è in crisi ma ne uscirà presto. Parola di Luigi Del Neri. «In effetti è un momento delicato. Il dopo Milan è stato negativo, soprattutto in termini di risultati - ammette l'allenatore - Abbiamo rincorso sempre i tre punti per rifarci di quelli perduti con i rossoneri. Siamo un pò mancati sul piano del gioco, ma ci sono anche gli avversari. Lo spirito non manca, abbiamo tutte le qualità per invertire il trend negativo». A partire da domenica contro il lanciatissimo Napoli: contro Lavezzi e compagni bisognerà racimolare qualche punto. «La classifica tutto sommato è buona - rassicura l'allenatore - siamo fuori dalle prime otto, ma il nostro compito è raggiungere il quart'ultimo posto il più velocemente possibile. Anche se dopo le prime due vittorie, qualcuno diceva che eravamo da Champions. È una fase interlocutoria, ma ne usciremo a testa alta. Il Napoli? Ora è tra le grandi, domani chissà: è un campionato in cui basta un filotto di risultati in un senso o nell'altro per passare dalle stelle alle stalle». Infortuni e squalifiche a parte (con il Napoli rientreranno Doni e forse Talamonti, ma mancherà Guarente), se l'Atalanta stenta è anche perchè segna troppo poco. Il rimedio si chiama Vieri: «Non escludo l'utilizzo, in futuro, di un modulo a due punte con Vieri: del resto, accanto a Doni e Floccari ho già schierato anche Valdes (contro il Lecce, ndr). La mia è una squadra che ha il sacrificio nel dna, tutti si danno una mano: saremmo in grado di supportare un attacco a due più il trequartista. E Vieri non l'abbiamo certamente preso per fargli fare la comparsa». Ruolo che calza a pennello invece a Costinha, l'uomo indicato domenica da Mourinho come il destinatario del gesto di stare zitti rivolto alla tribuna. La battuta del tecnico interista ha sollevato curiosità a Bergamo: i tifosi si stanno chiedendo se il portoghese, che continua ad allenarsi a parte e in silenzio, fosse realmente a San Siro. Quel che è certo è che con l'Atalanta è rottura completa: in nerazzurro il centrocampista ha giocato una sola partita ufficiale, la prima giornata.

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