martedì 2 dicembre 2008

De Laurentis: Lavezzi? Resta con noi, grazie !!!

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato un'intervista a "Napoli Magazine" all'Albergo Palace Hilton dopo aver ricevuto il premio cinematografico "Il biglietto d'oro" a Sorrento: "Mio figlio Edoardo si è ormai identificato con il Calcio e con il Napoli. Il cinema è più difficile del calcio. Del calcio ho imparato poco; è molto più facile svolgere l'attività calcistica rispetto al cinema. I problemi nel calcio ce li siamo creati. Quando sono arrivato c'era la patata bollente di Calciopoli. Ho fatto un corso accelerato ed ho cercato di imparare il più in fretta possibile. Purtroppo il Napoli l'ho trovato in C, ma ormai questo discorso appartiene al passato. Gli esami non finiscono mai: è una verità. Ci siamo tolti la giacca ed abbiamo lavorato alla grande. Abbiamo acquistato Maggio, togliendolo alla Sampdoria che non sta facendo grandissime cose. Il 3-5-2 modulo idoneo? Non ve lo so dire. Vorrei avere tanti giocatori per verificarlo. In B provammo il rombo, ma poi siamo andati subito ai ripari. La squadra deve giocare secondo chi ha di fronte. Quest'anno il campionato è estremamente divertente. Può succedere di tutto. Anche i giornalisti si divertono a parlare con più brio. Maggio, nella Samp, giocava in un modo diverso. Mannini gioca ancora con la mente condizionata dalla possibile squalifica, poi c'è Vitale che e' un bel motorino. Reja si e' trovato delle belle novità, rispetto all'anno scorso. Lo stesso Montervino ha fatto molto bene, quando è stato impiegato. Sembra che l'allenatore sia sempre sotto esame. Questo vale per Reja come per Mourinho. A Reja dico di stare tranquillo, perchè nessuno gli ha chiesto di vincere il campionato. La squadra è giovane e non è possibile farla soffrire se fa qualche stupidata. La squadra deve trovare la giusta posizione psicologica. L'Inter è una bellissima realtà; noi ce la siamo giocata bene. Mi auguro che anche i media non pretendano troppo dal Napoli, perchè la società in primis non pretende tanto da questi giovani. Bisogna scendere in campo, scevri da ogni condizionamento mentale. Una volta si inneggia alla squadra e l'altra si mastica male. I giovani guardano ai campioni del Napoli e all'Isola dei Famosi, per questo bisogna fare attenzione. I giocatori, spesso, vengono considerati vecchi a 27 anni. Con mio figlio Luigi c'e' un bel confronto. Non dobbiamo dimenticarci che questi giovani, spesso arrivano dal Sud America e provengono da famiglie povere. Troppi riflettori addosso creano dei problemi. I media devono essere figli o padri dei nostri giocatori. Lavezzi resterà fino al 2013, ma non affezionatevi troppo ai calciatori. Io mi aspetto che le persone che lavorano con me possano onorare sempre gli impegni e non mi sto riferendo ad un singolo in particolare. E' un discorso generale. Il cinema è amore, il calcio deve essere amore. Chi vuole stare con me sarà con me; chi invece vuole stare contro di me sarà contro di me. Non posso convincere un attore a lavorare al mio fianco. Se qualcuno non ama il Napoli, se ne andasse. Noi ci siamo inventati i vari Lavezzi, Hamsik, Denis e Gargano: non dobbiamo dimenticarci che due anni fa non c'era niente. Io non devo convincere nessuno, non devo dire che a Napoli c'e' il sole. Sono venuto io in prima persona a Napoli, lasciando perdere Los Angeles. Se ne perdiamo uno, ne troviamo dieci. Il discorso non e' su Lavezzi, ma in generale. Dino De Laurentiis sequestrò a Federico Fellini una villa a Fregene: lì finì un'amicizia. Se qualcuno vuole rubare i nostri gioielli, sono pronto a scatenare i miei avvocati. Sarei pronto ad impegnarmi anche le mie proprietà. Sai che palle ad andare a giocare in Inghilterra: le donne lì non si fanno il bidet, fa freddo e il tempo non e' clemente. La politica sugli ingaggi? Quando ho preso un attore a 25 anni ed ha avuto successo, poi gli ho sempre dato degli incentivi. Sono un uomo molto generoso, se capisco che c'e' rendimento. Se c'e' solo pretesa dico: "Vai a fare la spesa". Sono stato 2 anni in Lega, poi ho capito che si va a perdere solo del tempo. Non mi interessa quello che fanno le altre squadre, ho cosa piu' importanti a cui pensare. L'art. 17? Io sto convivendo con delle regole sbagliate che ho trovato. Fatta la regola, si agisce di conseguenza. Fatto un contratto di 3 anni, poi lo rinnovo ogni anno. Se uno mi dà un calcio in bocca, io reagisco di conseguenza. Io guardo al bilancio e non faccio il mercato per andare in rosso. Il Napoli deve avere una vita lunga ed onesta. Vorrei che Luigi ed Edoardo si scambiassero i ruoli. Luigi non era felicissimo quando presi il Napoli; in seguito però le cose sono cambiate e non abbiamo mai svenduto il Napoli nemmeno per i diritti tv. Anche mia figlia Valentina non aveva capito l'importanza del mio passo, però venne a fare subito il consigliere per il consiglio di amministrazione del Napoli. Mi è stato proposto di acquistare una radio per fare: "Qui Radio Napoli". Il Napoli Channel? Io guardo e valuto. Non è una vergogna fare il lavoro delle segretarie; questo e' il nostro segreto. Lavoriamo in prima persona. Edoardo e' l'unico che capiva di calcio: da piccolo tifava per la Lazio e mi obbligò a fare un episodio specifico in "Tifosi" con Christian De Sica. Quando Luigi De Laurentiis sarà presidente? Al massimo sarà una co-presidenza con Edoardo. Edo non ha rinnegato la Lazio, ma il Napoli è diventato un suo punto fermo. Il sesto posto? Non deve essere un obbligo per i miei giocatori, che sono piu' forti se giocano senza il peso di dover portare a casa il risultato. Se andiamo in Uefa, siamo attrezzati. Dicevo a Marino che ora siamo in zona Champions: gli ho chiesto se dobbiamo fare acquisti, ma lui mi ha frenato. Io vorrei fare mercato a prescindere dal mio bisogno. Vorrei acquistare per il gusto di farlo per poter dire: "Quello è mio, anche se non gioca ed e' bravo". E' pur vero che ci sono delle differenze per le tasse rispetto alla Spagna. Non è un problema di carattere finanziario. Il Siena e il Lecce? Ho visto giocare il Siena, che ha una difesa fortissima. Giocano a memoria. Ai miei dico che devono attaccare dal primo minuto; devono dimostrare che le difese possono essere infilate. Bisogna andare avanti per 90 minuti da leoni, bisogna combattere senza abbandonare il terreno di gioco".

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