mercoledì 25 febbraio 2009

Napoli, i tifosi alla squadra: basta cadute

A rileggere col senno di poi certi striscioni, i segnali del malumore, della delusione, dell’attesa tradita erano stati già lanciati delle curve dello stadio. Segnali diretti soprattutto a De Laurentiis. «Perché è lui che deve sapere come la pensiamo», racconta il tifo organizzato subito dopo il blocco dello spogliatoio, con la squadra tenuta in bilico per tre ore e poi rispedita in ritiro a Castelvolturno. Il brutto calcio offerto dagli azzurri e la sconfitta contro il Genoa ha fatto il resto. «Ha colmato la misura», dicono quelli dei Gruppi che hanno deciso di scendere nuovamente in piazza. S’è ricomposto così quel «Movimento ultrà» che raccoglie tutte le sigle delle curve e che dall’agosto scorso non s’era fatto più sentire. Ovvero dal giorno della trasferta a Roma con quella storiaccia del treno devastato che poi s’è visto non era stato devastato affatto, ma che comunque è costata ai tifo azzurro il divieto di trasferta per tutta la stagione. Ma cinque sconfitte in sette gare e il crollo del Napoli in classifica ha «risvegliato» il Movimento che ha proclamato una sorta di «stato d’agitazione». Niente violenza, ma toni duri sì. E coi toni duri sul rapporto Napoli-tifo organizzato è tornato un inevitabile clima di tensione. Molto è cambiato dai tempi delle guerriglie, delle devastazioni e dai danni procurati al club con lanci di bottiglie e bombe carta, è vero, ma il percorso virtuoso verso un nuovo tifo non è ancora completato. Napoli «avvisato», giocatori «avvisati» e riecco dunque la faccia minacciosa del tifo passato dagli striscioni alla contestazione urlata sul viso di Marino nel faccia a faccia del dopopartita. Mobilitazione, ma non solo. Anche «ronde». «Non fatevi più vedere in giro per locali nelle notti a ridosso di partite», il messaggio eloquente e assai poco rassicurante urlato a quei cinque o sei azzurri con abitudini notturne. E anche su questo fronte s’è ricompattato il Movimento ultrà. E adesso? «Adesso niente. Adesso pretendiamo la reazione della squadra. Dalla società, invece, vogliamo più vigilanza, più controllo sui giocatori. Su alcuni giocatori. E dal club, poi, vogliamo chiarezza sul futuro», dicono quelli del Movimento - si legge in un articolo di Francesco Marolda per "Il Mattino" -. Con il divieto di trasferta già ordinato dal Casms per i tifosi azzurri in occasione del match con la Juve saranno più fitti i controlli. Intanto su Kiss Kiss, il d.s. della Fiorentina, Pantaleo Corvino non rimpiange Pazzini: "Rammarico per Pazzini? No, noi quando vendiamo ci fa piacere di vendere "roba buona". Ci fa piacere che sta facendo bene e siamo contenti che chi ha investito su di lui facendo un grande sforzo economico spendendo nove milioni di euro stia avendo riscontri".

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