Sembra non avere fine il periodo buio in cui è entrato il Napoli. Quella con il Palermo è infatti la 7ª sconfitta consecutiva in trasferta per gli uomini di Reja che da 6 partite di campionato non riescono più a vincere, esattamente dalla prima del 2009 datata 11 gennaio (Napoli-Catania 1-0). Da allora appena 1 punto nelle successive 5 partite, con la prima sconfitta in casa contro la Roma, il pareggio casalingo contro l'Udinese e le sconfitte sui campi di Chievo, Fiorentina e Palermo. 6 i gol fatti e ben 11 subiti. Significativo che nelle prime 18 partite gli azzurri abbiano subito appena 16 gol, rivelandosi come una delle difese migliori del campionato con una media di 0,8 gol subiti a partita, mentre nelle successive 5 gare la media si sia più che raddoppiata arrivando alla bellezza di 2,2 gol a partita, grazie alle 11 reti subite. In queste ultime 5 partite gli azzurri infatti hanno subito sempre 2 gol, ad eccezione della Roma che ne ha segnati 3. Sempre comparando questo periodo buio con il brillante inizio di stagione, notiamo come gli azzurri abbiano conquistato ben 30 punti su 48 nelle prime 16 giornate, mentre sono appena 4 quelli racimolati nelle successive 7 partite. In sostanza l’88% dei 34 punti partenopei sono stati conquistati nelle prime 16 giornate mentre appena il 12% nelle successive 7. Dividendo poi le prime 18 giornate in 3 gruppi da 6 partite, notiamo come gli azzurri abbiano avuto un andamento costante fino alla 18esima giornata conquistano 11 punti su 18 nelle prime 6 partite (32,3% dei punti totali), 12 su 18 dalla 7 ª alla 12 ª (35,2% dei punti totali), e 10 su 18 dalla 13 ª alla 18 ª (29,4% dei punti totali). Nelle ultime 5 gare è stato invece raccolto appena 1 punto su 15 (2,9% dei punti totali). Anche ammesso che gli azzurri vincano la 6 ª partita contro il Bologna, totalizzerebbero 4 punti su 18 senza riuscire a superare il 10% dei punti totali conquistati. Una differenza tanto netta nel rendimento della squadra non può che derivare da un netto calo fisico, peraltro visibile sul campo sia in quanto a brillantezza che in lucidità: passaggi sbagliati, distrazioni, scarsa velocità, imprecisione, poca fluidità di manovra, sono tutti sintomi di una condizione fisica che non è più la stessa. D’altronde è anche normale per una squadra che ha giocato la prima partita ufficiale il 20 luglio. In questo dettagliato excursus statistico non può certo mancare un accenno al periodo no dei bomber azzurri, coloro che dovrebbero sopperire alle mancanze della squadra con qualche “golletto” scaccia crisi e che invece senza il supporto della squadra stessa, non riescono neanche a vedere la porta. German Denis non segna un gol da 8 turni di campionato, esattamente dal vittorioso 3-0 contro il Lecce nella 16esima giornata datata 13 dicembre 2008. Zalayeta, fermo ancora a quota 2, non segna addirittura dal 9 novembre (Napoli-Sampdoria 2-0). L’unico a “tirare ancora la carretta” è Lavezzi, il cui enorme dispendio di energie comincia tuttavia a farsi sentire. Sono infatti 1700 i minuti giocati dal Pocho in campionato, e tutti ad altissima intensità. A proposito di minutaggio non stupisce affatto la “strana coincidenza” che vede tra i giocatori azzurri più in difficoltà proprio quelli che hanno giocato di più. Non è un caso infatti gli stakanovisti del centrocampo Gargano e Blasi abbiano giocato rispettivamente 1915 e 1758 minuti. Una manciata di minuti in meno per un altro azzurro nettamente in crisi, l’esterno Christian Maggio, ai cui 1740 minuti giocati vanno sommati anche i chilometri percorsi senza sosta lungo l’out destro. A questo punto per superare la crisi non resta che attendere che i giocatori ritornino in forma, processo graduale e progressivo che dovrebbe portare la squadra ad uscire da questo momento buio intorno alla fine di febbraio. Nel frattempo gli azzurri avranno la possibilità di “tamponare” l’emorragia di punti con due partite consecutive in casa, contro il Bologna (sabato sera in notturna) e contro il Genoa. Poi di nuovo un ciclo duro contro la Juve a Torino, la Lazio in casa, la Reggina in trasferta e il Milan al San Paolo. A quel punto sarà marzo, e mancheranno 9 partite decisamente abbordabili alla fine del campionato, ad eccezione dell’Inter di Mourinho che verrà a giocare al San Paolo il 26 aprile, probabilmente in notturna, laddove la magia di Fuorigrotta è solita pervadere gli azzurri di un indomabile spirito guerriero che non lascia scampo ai suoi avversari. Maghi e cartomanti, streghe e fattucchiere sono già all’opera affinché per quella sera l’incantesimo non venga rotto…
lunedì 9 febbraio 2009
NAPOLI, TUTTI I NUMERI DELLA CRISI
Sembra non avere fine il periodo buio in cui è entrato il Napoli. Quella con il Palermo è infatti la 7ª sconfitta consecutiva in trasferta per gli uomini di Reja che da 6 partite di campionato non riescono più a vincere, esattamente dalla prima del 2009 datata 11 gennaio (Napoli-Catania 1-0). Da allora appena 1 punto nelle successive 5 partite, con la prima sconfitta in casa contro la Roma, il pareggio casalingo contro l'Udinese e le sconfitte sui campi di Chievo, Fiorentina e Palermo. 6 i gol fatti e ben 11 subiti. Significativo che nelle prime 18 partite gli azzurri abbiano subito appena 16 gol, rivelandosi come una delle difese migliori del campionato con una media di 0,8 gol subiti a partita, mentre nelle successive 5 gare la media si sia più che raddoppiata arrivando alla bellezza di 2,2 gol a partita, grazie alle 11 reti subite. In queste ultime 5 partite gli azzurri infatti hanno subito sempre 2 gol, ad eccezione della Roma che ne ha segnati 3. Sempre comparando questo periodo buio con il brillante inizio di stagione, notiamo come gli azzurri abbiano conquistato ben 30 punti su 48 nelle prime 16 giornate, mentre sono appena 4 quelli racimolati nelle successive 7 partite. In sostanza l’88% dei 34 punti partenopei sono stati conquistati nelle prime 16 giornate mentre appena il 12% nelle successive 7. Dividendo poi le prime 18 giornate in 3 gruppi da 6 partite, notiamo come gli azzurri abbiano avuto un andamento costante fino alla 18esima giornata conquistano 11 punti su 18 nelle prime 6 partite (32,3% dei punti totali), 12 su 18 dalla 7 ª alla 12 ª (35,2% dei punti totali), e 10 su 18 dalla 13 ª alla 18 ª (29,4% dei punti totali). Nelle ultime 5 gare è stato invece raccolto appena 1 punto su 15 (2,9% dei punti totali). Anche ammesso che gli azzurri vincano la 6 ª partita contro il Bologna, totalizzerebbero 4 punti su 18 senza riuscire a superare il 10% dei punti totali conquistati. Una differenza tanto netta nel rendimento della squadra non può che derivare da un netto calo fisico, peraltro visibile sul campo sia in quanto a brillantezza che in lucidità: passaggi sbagliati, distrazioni, scarsa velocità, imprecisione, poca fluidità di manovra, sono tutti sintomi di una condizione fisica che non è più la stessa. D’altronde è anche normale per una squadra che ha giocato la prima partita ufficiale il 20 luglio. In questo dettagliato excursus statistico non può certo mancare un accenno al periodo no dei bomber azzurri, coloro che dovrebbero sopperire alle mancanze della squadra con qualche “golletto” scaccia crisi e che invece senza il supporto della squadra stessa, non riescono neanche a vedere la porta. German Denis non segna un gol da 8 turni di campionato, esattamente dal vittorioso 3-0 contro il Lecce nella 16esima giornata datata 13 dicembre 2008. Zalayeta, fermo ancora a quota 2, non segna addirittura dal 9 novembre (Napoli-Sampdoria 2-0). L’unico a “tirare ancora la carretta” è Lavezzi, il cui enorme dispendio di energie comincia tuttavia a farsi sentire. Sono infatti 1700 i minuti giocati dal Pocho in campionato, e tutti ad altissima intensità. A proposito di minutaggio non stupisce affatto la “strana coincidenza” che vede tra i giocatori azzurri più in difficoltà proprio quelli che hanno giocato di più. Non è un caso infatti gli stakanovisti del centrocampo Gargano e Blasi abbiano giocato rispettivamente 1915 e 1758 minuti. Una manciata di minuti in meno per un altro azzurro nettamente in crisi, l’esterno Christian Maggio, ai cui 1740 minuti giocati vanno sommati anche i chilometri percorsi senza sosta lungo l’out destro. A questo punto per superare la crisi non resta che attendere che i giocatori ritornino in forma, processo graduale e progressivo che dovrebbe portare la squadra ad uscire da questo momento buio intorno alla fine di febbraio. Nel frattempo gli azzurri avranno la possibilità di “tamponare” l’emorragia di punti con due partite consecutive in casa, contro il Bologna (sabato sera in notturna) e contro il Genoa. Poi di nuovo un ciclo duro contro la Juve a Torino, la Lazio in casa, la Reggina in trasferta e il Milan al San Paolo. A quel punto sarà marzo, e mancheranno 9 partite decisamente abbordabili alla fine del campionato, ad eccezione dell’Inter di Mourinho che verrà a giocare al San Paolo il 26 aprile, probabilmente in notturna, laddove la magia di Fuorigrotta è solita pervadere gli azzurri di un indomabile spirito guerriero che non lascia scampo ai suoi avversari. Maghi e cartomanti, streghe e fattucchiere sono già all’opera affinché per quella sera l’incantesimo non venga rotto…
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