mercoledì 19 novembre 2008

Signorini: Lavezzi mi ricorda molto Maradona


«Maradona ha molta fiducia nel Pocho Lavezzi - racconta Fernando Signorini - perché Napoli è soltanto l'ultima di una serie di analogie tra le loro traiettorie». Signorini è stato il preparatore atletico di Diegp lungo l'intera sua carriera... Signorini ha accolto con particolare calore Lavezzi e Denis... «Il Pocho ha alle spalle una storia classica da futbol argentino - racconta ancora con passione alla Gazzetta dello Sport -. Viene da un barrio molto povero, come Diego da Villa Fiorito o Tevez da Fort Apache: sono luoghi nei quali, fin da bambino, lotti per sopravvivere, per svilupparti anche se non hai tutte le proteine che ci vorrebbero, per crescere il più possibile sano. La maggior parte di quei ragazzi non ce la fa, restano magrissimi e iponutriti, spesso muoiono giovani. Ma quelli che resistono alla selezione naturale della povertà sono uomini molto più solidi e coriacei degli altri...». Selezione che Maradona superò ammaliando. «Fisicamente Diego era un toro, ci facevi poco caso perché ciò che colpiva di lui era ben altro che non la sua struttura fisica, ma di forza ne aveva tanta e la usava benissimo. Beh, Lavezzi è proprio come lui, può sembrare piccolo ma non lo sposti neanche con un tir, resta piantato a terra come una quercia. Maradona vede in lui, e in qualche altro, la potenzialità massima: giovani, tecnicamente dotatissimi, fisicamente robusti, e con un anno e mezzo di tempo per accumulare l'esperienza da far valere al Mondiale 2010. Perché vogliamo vincerlo, e gente come il Pocho ci aiuterà a farlo». Intanto parla Messi. «Ronaldinho è il miglior giocatore del mondo. E quando si gioca con il migliore, tutto diventa più facile». Leo Messi incorona Ronaldinho e non nasconde un pizzico di nostalgia per il brasiliano. Messi è la stella del Barcellona, mentre Ronaldinho ha lasciato la maglia blaugrana alla fine della scorsa stagione per passare al Milan. Quando un fuoriclasse se ne va, dice Messi al quotidiano francese 'L'Equipè, bisogna impegnarsi ancora di più per evitare che si avverta un simile vuoto. Il Barcellona, allenato da Josep Guardiola, ci sta riuscendo: è primo nella Liga e ha già ottenuto la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. Merito soprattutto di Messi, protagonista di un'annata eccellente. «Non credo che il mio modo di giocare sia cambiato», dice l'argentino. «Provo a fare le stesse cose di prima e cerco di inventare qualcosa quando serve».

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